ROMA (MF-NW)--Ottobre non è iniziato bene per Piazza Affari, con l'emissione del Btp Valore (raccolti oltre 17 miliardi di euro) che ha rubato la scena alle azioni. Fa seguito a un settembre negativo (-2,05% l'indice Ftse Mib, sotto la soglia psicologica di 28mila), ancora penalizzato dall'incremento dei tassi d'interesse e dai timori sull'andamento dell'economia e sull'inflazione. Ma la cosa non deve stupire, scrive MF-Milano Finanza spiegando che ottobre è storicamente il mese più volatile dell'anno, con i minimi che si concentrano nei primi 10 giorni. È accaduto nel 2022, ricorda Fabrizio Barini, senior banker di Integrae sim, e da quel momento è iniziato un trend che ha portato i principali listini mondiali in un mercato toro. Ottobre è anche un periodo di transizione in vista delle riunioni delle banche centrali (Bce 26 ottobre e Fed 1* novembre), con qualche spunto in arrivo dalla reporting season statunitense che entra nel vivo la prossima settimana.

Per questo gli operatori possono considerare l'attuale momento come un'occasione di acquisto. E sul listino milanese sono circa 60 i titoli che dal 1* settembre a oggi hanno aggiornato i minimi storici (poco più di 50 quelli coperti dal consenso Bloomberg). A livelli di prezzo stracciati, che potrebbero suggerire un delisting o allettare un eventuale investitore a promuovere un'offerta pubblica d'acquisto (opa), a nessuno è stato assegnato un rating sell. Unica eccezione Nexi, la sola azione del Ftse Mib presente nella tabella, che la scorsa settimana ha dovuto incassare un downgrade da parte di Bryan Garnier. Pochi sono coperti con numerosi buy (Aquafil, Ferretti, Take Off, Eurogroup, Spindox, DoValue, Ariston e la stessa Nexi), mentre la maggior parte ha un solo consiglio d'acquisto e il più delle volte arriva dallo specialist che ha portato l'azione in borsa. Senza contare che alcuni, come Gentili Mosconi e Ferretti, sono freschi di quotazione (7 febbraio e 27 giugno, rispettivamente). Equita Sim punta su entrambi: la prima produce tessuti stampati e tinti per i marchi più importanti della moda e vede opportunità per un'acquisizione. Se non dovesse concretizzarsi potrebbe distribuire un dividendo, anche alla luce della forte generazione di cassa (2 milioni di euro nel primo semestre del 2023); la seconda è leader nel settore degli yacht di lusso, con brand iconici (Riva), solidi fondamentali e una strategia chiara. Negli ultimi anni la crescita di Ferretti è stata solida e superiore al mercato (fatturato +17% nel periodo 2018-2022), accompagnata da un incremento dei margini (dal 9,5% al 13,6%) anche grazie alla strategia di posizionamento nel segmento "Made-to-measure", il più redditizio e in crescita dell'industria. Dal punto di vista della valutazione, poi, il titolo tratta a un multiplo prezzo/utile 2024 di 8 volte e a un ev/ebitda 2024 di 6, a sconto rispetto ai competitor (Sanlorenzo p/e 2024 di 12, Italian Sea Group di 9).

Comunque è da inizio anno che si registra una forte sotto performance delle pmi rispetto alle large cap «per tre motivi», spiega Antonio Amendola, Senior Fund Manager azionario di AcomeA sgr: «Il settore bancario, molto presente tra le large cap, ha trainato al rialzo l'indice Ftse Mib; l'aumento dei tassi non fa bene alle pmi in quanto percepite come società indebitate; gli importanti riscatti dai fondi Pir combinati con i bassi volumi di scambio (1,5 miliardi di outflows nel primo semestre di quest'anno e quasi il 30% di volumi di scambio in meno rispetto allo scorso anno). Tutto questo ha portato a un divario di performance da inizio anno tra il Ftse Mib e lo Star senza precedenti: oltre il 20%.

«Su questo punto, però, bisogna fare chiarezza e tener presente che ci sono ottime occasioni di acquisto su titoli che sono stati liquidati nel marasma generale, senza tener conto dei fondamentali. In più, gli stessi tre motivi che hanno causato le sottoperformance possono trasformarsi in ragioni che possono portare a una sovraperformance», spiega Amendola. Infatti le banche italiane scontano buona parte del miglioramento del loro margine di interesse e sono molto sensibili a un inasprimento dello spread Btp/Bund, termometro del maggior rischio Paese e oltre quota 200 punti base. Inoltre le pmi italiane mediamente sono meno indebitate delle large cap e delle omologhe straniere. Mentre i flussi Pir sono un fenomeno tecnico e non fondamentale. In questo contesto «vanno, quindi, privilegiate le aziende con forti posizioni di cassa, margini sostenibili e presenza internazionale», suggerisce Amendola, ritenendo interessanti titoli come Eles, Ferretti, Gentili Mosconi, Ariston, Italian Design Brand, iVision tech. «Queste società hanno tutte le caratteristiche citate e presentano ottimi fondamentali a questi prezzi», osserva l'esperto. Invece Cfo sim punta su Medica, che ha registrato una semestrale caratterizzata da una crescita organica dei ricavi e margini in leggera contrazione, in conseguenza dell'incremento dei costi delle materie prime e dei semilavorati, a cui si è aggiunto un lieve ritardo nella consegna di alcune commesse dovuto alla mancanza di componentistica acquistata da terzi. Ma per la seconda parte dell'anno le aspettative vedono un recupero del fatturato e della marginalità. Inoltre il consistente portafoglio ordini porta la sim a confidare nella crescita di medio termine. Guardando, poi, ai multipli di mercato, Medica tratta a circa 8 volte l'ev/ebitda 2023 rispetto alla mediana del settore MedTech, pari a 12 volte. Sulle stime del 2024 il gap è ancora più elevato: l'ev/ebitda scende a 4,7 contro 11 volte.

Cfo sim consiglia anche Bellini Nautica, senza dubbio il punto di riferimento per il restauro e il commercio degli iconici scafi in legno disegnati da Carlo Riva, grazie alla competenza del gruppo in questa nicchia di mercato. Recentemente la società ha chiuso un accordo (non vincolante) con Rimini Service Yacht & Sail per il passaggio della controllata Lusso Nautica a Bellini per la quota di maggioranza. Un'altra luxury stock da riscoprire, secondo Barini, è G.M. Leather. La società sta confermando gli obiettivi del piano industriale, ovvero diversificazione verso il segmento della pelletteria di lusso con le prime forniture industriali a marchi di livello mondiale. Nel primo semestre la marginalità è cresciuta nonostante il fatturato stabile. «Nel secondo semestre ci attendiamo, inoltre, un newsflow positivo da Aatech con possibili acquisizioni, con l'obiettivo di apportare significativi benefici e sinergie al gruppo, una delle poche pure fintech quotate su Egm», aggiunge Barini, citando infine Green Oleo, tra i principali produttori europei di oleochimica fine da fonti rinnovabili. Nel primo semestre la società ha confermato gli obiettivi del piano industriale in termini di volumi ed espansione nel comparto degli «Esteri» (+42% volumi) ovvero i prodotti a maggior valore aggiunto. Subito dopo la diffusione dei risultati i fondatori hanno investito 130mila euro sul titolo, uno dei pochi player dell'economia circolare quotati sull'Egm.

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